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  • La ZES, ovvero la Zona Economica Speciale, viene istituita per le regioni del sud Italia dal 2024.
  • Dal 1 marzo 2024 viene attivato lo Sportello Unico Digitale ZES, per l’avvio di imprese e attività nei comuni che rientrano in questa zona.
  • Le nuove aziende aperte nella ZES o già presenti possono accedere ad alcuni contributi specifici erogati per migliorare l’economia generale del sud Italia.

La Zona Economica Speciale (ZES) Unica Sud, introdotta nel 2024, rappresenta un importante cambiamento nella strategia di sviluppo economico del Mezzogiorno d’Italia.

Questa iniziativa si pone come una risposta concreta alle sfide storiche che hanno frenato gli investimenti nella regione, offrendo nuove prospettive per le imprese che aspirano a investire nel sud.

In questo contesto, la ZES Unica Sud si distingue per la sua capacità di superare le problematiche legate alle precedenti misure di sviluppo, introducendo un approccio più inclusivo e articolato. Vediamo cos’è e come funziona la ZES Unica per il Sud attiva dal 2024.

Cos’è la ZES Unica per il Sud

Investire nel sud Italia, storicamente, è stato un percorso costellato da ostacoli, principalmente a causa di una burocrazia complessa e di una serie di inefficienze strutturali. Le precedenti misure di incentivo, come le zone economiche speciali (ZES) tradizionali, sebbene ben intenzionate, si sono rivelate limitate nella loro efficacia.

Queste misure si concentravano su aree geografiche circoscritte, il che, paradossalmente, ha portato a un aumento dei prezzi e a una riduzione della disponibilità di siti idonei per gli investimenti.

Inoltre, il precedente sistema di incentivi, noto come “bonus Sud“, nonostante fosse facilmente accessibile, non garantiva il rispetto di alcuni presupposti fondamentali, come l’aderenza a norme specifiche, rendendo il processo meno efficace di quanto si sperasse.

La ZES Unica Sud si propone di risolvere questi problemi, estendendo le sue misure agevolative a tutto il territorio del Sud Italia. Ciò significa non solo un maggior numero di aree disponibili per l’investimento, ma anche una maggiore flessibilità e adattabilità delle misure a seconda delle specifiche esigenze regionali.

La struttura di questa nuova ZES è concepita per rendere il progetto più attraente, credibile e, soprattutto, con maggiori probabilità di successo. Riducendo i rischi associati all’investimento, la ZES Unica Sud mira a incentivare un flusso di capitali più significativo verso il Sud Italia.

Il progetto ha preso piede dal 1 gennaio 2024, tuttavia lo sportello unico digitale viene reso attivo solamente dal 1 marzo 2024, ovvero l’interfaccia con cui i cittadini possono presentare le domande per i progetti imprenditoriali nelle regioni del meridione a cui l’iniziativa si rivolge.

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Chi sono i beneficiari delle agevolazioni 

La nuova Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, un progetto lanciato con il Decreto Legge del 19 settembre 2023, n. 1241, si pone come una svolta per il rilancio delle regioni meridionali d’Italia.

Questa iniziativa coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e ha preso il via il 1° gennaio 2024. La ZES Unica sostituisce le precedenti zone economiche speciali del Mezzogiorno, create nel 2017.

Le aziende, sia quelle già esistenti sia quelle in procinto di stabilirsi nel Sud Italia, sono i principali beneficiari di questo progetto. Queste imprese, che variano per tipo, dimensione e settore, ricevono incentivi per investire e crescere economicamente nelle aree della ZES.

Tuttavia, ci sono alcune eccezioni: le agevolazioni non si applicano a settori come l’industria siderurgica, quello del carbone, dei trasporti (con alcune eccezioni), della produzione e distribuzione di energia, della banda larga e dei settori bancario, finanziario e assicurativo. Inoltre, le imprese in crisi o in fase di liquidazione non possono beneficiare di questi incentivi, secondo le normative europee.

Per essere considerata “in difficoltà”, un’impresa deve rientrare in una di queste categorie:

  • società a responsabilità limitata che hanno perso più della metà del loro capitale;
  • società con alcuni soci a responsabilità illimitata che hanno perso più della metà dei loro fondi;
  • imprese in procedura concorsuale per insolvenza o che rischiano di esserlo;
  • imprese che hanno ricevuto aiuti di stato per il salvataggio o la ristrutturazione e non hanno ancora completato i piani di rientro;
  • imprese più grandi delle PMI che negli ultimi due anni hanno avuto un rapporto debito/patrimonio elevato e una bassa capacità di copertura degli interessi.

Come funziona la ZES Unica per il Sud

Gli interventi per i quali è possibile richiedere aiuto devono essere in linea con le finalità e gli obiettivi della Comunità europea. In pratica nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno si aprono nuove strade per lo sviluppo economico e imprenditoriale del Sud Italia. Tra le opportunità offerte, spiccano diversi tipi di interventi agevolati:

  1. investimenti in beni strumentali: le aziende possono ottenere crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, nonché per l’acquisto di terreni e immobili per uso produttivo. Questi investimenti devono essere destinati a strutture esistenti o nuove nelle regioni della ZES Unica;
  2. progetti di sviluppo industriale, produttivo e logistico: questa categoria include l’avvio di nuove attività industriali e logistiche, oltre alla localizzazione, espansione, ristrutturazione o riavvio di impianti esistenti. I progetti possono godere di una procedura autorizzativa semplificata, per snellire i processi burocratici;
  3. interventi di trasformazione del territorio e edilizia produttiva: si tratta di interventi edilizi e di trasformazione territoriale per iniziativa privata, necessari per lo svolgimento di attività produttive. Viene anche considerata la necessità di ridurre l’impatto delle imprese sull’ambiente;
  4. progetti interdisciplinari e di innovazione: la ZES Unica supporta progetti che abbracciano l’innovazione tecnologica, la ricerca e lo sviluppo e iniziative che promuovono la sostenibilità ambientale, in linea con i principi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);
  5. interventi tramite SUAP: questi includono l’avvio di attività produttive e di servizi, azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione, riconversione, ampliamento, trasferimento, cessazione o riattivazione di attività.

Per quanto riguarda il programma d’investimento, questo deve essere “iniziale”, secondo la definizione dell’UE. Ciò include investimenti in attivi materiali e immateriali per nuovi stabilimenti, espansione di quelli esistenti, diversificazione produttiva o cambiamenti significativi nei processi produttivi.

Inoltre, vi rientra l’acquisizione di attivi di stabilimenti chiusi o in via di chiusura, purché l’acquirente non abbia legami con il venditore e non si tratti di una semplice acquisizione di quote aziendali.

Tipo di investimento finanziabile

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a €200.000 e non superiore a €100.000.000 di Euro.

Nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, le aziende hanno l’opportunità di beneficiare di incentivi per l’acquisto di beni strumentali che possono essere acquisiti anche attraverso la locazione finanziaria, includendo nuovi macchinari, impianti e attrezzature, sia per strutture già esistenti sia per nuove realizzazioni nel territorio.

Anche l’acquisto di terreni e l’ampliamento di immobili strumentali rientra in queste agevolazioni, a patto che il loro valore non superi il 50% dell’investimento totale agevolato.

I beni devono essere durevoli e utilizzati nel processo produttivo dell’impresa. Sono esclusi dalla facilitazione beni destinati alla vendita diretta, così come materiali di consumo e beni trasformati o assemblati per la produzione di altri prodotti destinati alla vendita.

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L’agevolazione fiscale si applica solo agli investimenti in beni “nuovi”. Non sono quindi agevolabili beni già utilizzati in precedenza. Tuttavia, un bene esposto in showroom e utilizzato solo a scopo dimostrativo dal rivenditore mantiene il requisito della novità.

Per quanto riguarda i beni complessi, che includono anche componenti usati, l’agevolazione è valida se il costo dei componenti usati non è predominante rispetto al costo totale. Questo vale sia per beni realizzati internamente sia per quelli acquistati da terzi, a condizione che il venditore attesti la non prevalenza del costo dei componenti usati.

Secondo l’articolo 2424 del Codice Civile, le immobilizzazioni materiali sono classificate nel bilancio sotto la voce BII, con diverse categorie:

  1. Terreni e Fabbricati: questa categoria può includere terreni di vario tipo e fabbricati strumentali per l’attività aziendale, oltre a immobili non strumentali ma considerati investimenti;
  2. Impianti e Macchinario: comprende sia impianti generici che specifici per l’attività produttiva dell’azienda, oltre a macchinari automatici e non;
  3. Attrezzature Industriali e Commerciali: includono attrezzature manuali necessarie per l’attività o per il funzionamento di beni più complessi, con un ciclo d’usura più rapido.

Casi di esclusione dalla ZES Unica

Il settore del commercio non è incluso nell’iniziativa della ZES Unica, ma rimane nelle competenze dei SUAP locali. Sono esclusi anche i progetti che necessitano esclusivamente della SCIA o che provengono da iniziative pubbliche dell’Autorità di Sistema Portuale.

Quindi non sono coinvolti ad autorizzazione unica i progetti per cui è prevista la SCIA, oppure per impianti e infrastrutture energetiche, oppure per le altre attività di competenza degli aeroporti o per ciò che riguarda il commercio.

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Contributo per la ZES Unica

Il contributo è diverso e variabile secondo la dimensione dell’impresa. Per le imprese di medie dimensioni, l’aiuto massimo può essere incrementato del 10%, mentre per le piccole imprese la maggiorazione raggiunge il 20%. Questo si applica agli investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di euro.

Per le grandi imprese, le percentuali di aiuto variano in base alla regione: in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’aiuto può arrivare al 40%, mentre in Molise, Basilicata e Sardegna si ferma al 30%. Per le “Zone C non predefinite” con un PIL pro capite superiore al 100% della media UE-27 e un tasso di disoccupazione inferiore alla media UE-27, l’aiuto è del 10%, mentre per le altre “Zone C non predefinite” è del 15%.

Nelle cosiddette “Zone A”, che comprendono Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise (il 32% della popolazione italiana), e che beneficiano di una deroga speciale (articolo 107 paragrafo 3 lettera a) del TFUE), le grandi imprese possono ricevere aiuti che variano tra il 30% e il 40%, a seconda del PIL pro capite della zona.

In termini di agevolazioni, queste possono oscillare tra il 10% e il 60%. È importante notare che gli investimenti in immobili e terreni non possono superare il 50% del totale dell’investimento programmato. Queste misure rappresentano un’opportunità significativa per le imprese che operano o intendono investire nel Mezzogiorno d’Italia.

Come si verifica la dimensione dell’impresa?

Con la Direttiva (UE) 2023/2775 dal 2024 dovrebbero variare, anche in Italia, i criteri dimensionali, come conseguenza dell’inflazione elevata del 2021 e 2022:

  • microimprese: stato patrimoniale fino a 450.000 euro, ricavi fino a 900.000 euro;
  • piccole imprese: stato patrimoniale fino a 5 milioni euro, ricavi fino a 10 milioni euro;
  • medie imprese: stato patrimoniale fino a 25 milioni euro, ricavi fino a 50 milioni euro;
  • grandi imprese superano questi limiti.

Entro il 24 dicembre 2024 gli stati membri della UE devono adeguarsi alla direttiva della Comunità Europea.

Come funziona la ZES per le imprese

Per le imprese interessate a operare nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Mezzogiorno, è prevista una procedura semplificata per ottenere le agevolazioni. La domanda deve essere presentata allo sportello unico per le ZES, un punto di riferimento per tutte le pratiche legate all’avvio di attività economiche, industriali, produttive e logistiche in queste aree.

In attesa del lancio di un portale dedicato alla ZES, le imprese possono utilizzare lo sportello online impresainungiorno.gov, accedendo alla sezione specifica per le ZES. Per i comuni non ancora inclusi nelle ZES, la domanda può essere inoltrata tramite lo sportello SUAP. È in corso un aggiornamento tecnologico per rendere il processo ancora più efficiente.

Il processo prevede la presentazione di un’istanza allo Sportello Unico, accompagnata dalla documentazione necessaria. Dopo la presentazione, viene rilasciata una ricevuta elettronica che conferma la ricezione della domanda e indica i tempi di risposta.

Entro 20 giorni, lo Sportello Unico può richiedere documenti aggiuntivi. In questo caso, il proponente ha la possibilità di sospendere il procedimento per un massimo di 30 giorni per fornire la documentazione richiesta.

Una volta ricevuta tutta la documentazione, viene convocata una Conferenza di Servizi Semplificata entro tre giorni lavorativi. Al termine di questa conferenza, l’amministrazione procedente emette una determinazione motivata che può essere positiva o negativa. Se positiva, questa determinazione sostituisce tutte le altre autorizzazioni, approvazioni e pareri necessari.

I progetti relativi a attività economiche, industriali, produttive e logistiche all’interno della ZES unica sono soggetti a un’autorizzazione unica, a patto che siano riconosciuti di pubblica utilità, urgenti e indifferibili e rientrino nei settori indicati dal Piano strategico.

Questa autorizzazione unica sostituisce tutti i titoli abilitativi necessari. Sono esclusi da questo regime i progetti che richiedono solo una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o che non necessitano di alcun titolo abilitativo.

Per evitare il frazionamento del procedimento, i progetti non possono essere suddivisi per ottenere separatamente i vari titoli abilitativi. Inoltre, le regioni possono proporre protocolli per ulteriori semplificazioni, che devono essere approvati dalla cabina di regia. Queste semplificazioni regionali vengono mantenute, rispettando eventuali livelli superiori di facilitazione previsti dalle normative regionali e locali.

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Zes Unica e benefici fiscali

La ZES unica offre una serie di benefici fiscali e agevolazioni per le imprese che decidono di investire in queste regioni. Uno degli aspetti più significativi è il credito d’imposta, che sostituisce la precedente riduzione dell’Ires del 50% per 7 periodi di imposta.

Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, per gli investimenti immobiliari, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, con un limite massimo di 100 milioni di euro per progetto di investimento.

Le imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni incluse nella ZES unica possono beneficiare di questo incentivo, che varia in base alla misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Tuttavia, ci sono alcune limitazioni: i progetti di investimento inferiori a 200.000 euro non sono agevolabili e ci sono restrizioni sul tipo di settori che possono beneficiare dell’agevolazione​​​​.

Sportello unico digitale ZES Sud

Nell’ambito della ZES unica, il fulcro della gestione delle risorse e delle procedure amministrative è rappresentato dallo Sportello unico digitale Zes Sud, istituito in seguito alla conversione in legge del Decreto Sud n. 124/2023 (Legge n. 162/2023).

Questo sportello si configura come un punto di riferimento essenziale per le imprese, offrendo una piattaforma integrata per la gestione di tutti i procedimenti amministrativi correlati all’insediamento produttivo.

Diventa operativo a partire dal 1 marzo 2024 e gli interessati possono presentare i progetti al fronte office dello sportello, che mette a disposizione anche un modulo di “comunicazione preventiva” per una prima verifica.

La creazione di un portale web dedicato amplifica ulteriormente l’efficienza di questo sistema, mettendo a disposizione delle imprese un vasto insieme di informazioni relative ai benefici disponibili. Attraverso questo strumento, le aziende possono navigare con facilità le procedure necessarie per ottenere autorizzazioni, licenze e altri consensi indispensabili per l’operatività delle loro attività. 

L’introduzione del portale e dello sportello digitale semplifica notevolmente il processo burocratico, accelerando il rilascio delle autorizzazioni necessarie e promuovendo una maggiore trasparenza nel processo di richiesta e ottenimento delle agevolazioni.

Quest’approccio, centrato sull’efficienza e l’accessibilità, è un passo decisivo verso la facilitazione degli investimenti e la stimolazione dello sviluppo economico nelle regioni coinvolte dalla ZES unica. In questo modo, si contribuisce a rendere l’ambiente imprenditoriale più favorevole e attrattivo, incentivando la realizzazione di nuovi progetti e l’insediamento di attività produttive.

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Meccanismo e cumulabilità del credito di imposta ZES

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Il contributo offerto dalla ZES Unica Sud è strutturato come un credito di imposta. Questo significa che le imprese non ricevono un pagamento diretto, ma piuttosto un credito che può essere utilizzato per ridurre l’imposta sul reddito dovuta. Il processo è bifase: inizialmente, le imprese presentano il loro progetto di investimento presso lo sportello unico per le attività produttive del comune.

Successivamente, presentano una richiesta di credito di imposta all’Agenzia delle Entrate. Questo sistema intende garantire che i progetti siano valutati sia sotto il profilo autorizzativo che finanziario.

Un vantaggio significativo della ZES Unica Sud è la possibilità di cumulare il credito di imposta con altri aiuti di stato e misure in de minimis. La normativa comunitaria ha recentemente aumentato l’importo della soglia del de minimis a 300.000 euro. Questo incremento rende ancora più appetibile la ZES Unica Sud per le imprese, permettendo loro di accedere a un maggiore sostegno finanziario.

Dal punto di vista fiscale e contabile, il contributo ricevuto sotto forma di credito di imposta ha implicazioni specifiche. I beni acquistati che beneficiano del credito di imposta non possono essere dedotti integralmente, ma solo per la parte di investimento al netto del contributo.

Le quote di ammortamento devono essere calcolate su questa base ridotta. Dal punto di vista contabile, questo può avvenire in due modi: riducendo il valore del bene (metodo sconsigliato) o utilizzando la tecnica dei risconti.

Esempio di accesso al credito di imposta

Un esempio utile è quello di una startup tecnologica che, dopo l’approvazione del proprio progetto, beneficia di un credito d’imposta calcolato in base all’investimento in macchinari e attrezzature. Questo sostegno finanziario può tradursi in una riduzione considerevole dei costi iniziali, facilitando così l’avviamento dell’attività.

Oppure un’azienda manifatturiera che decide di espandersi può sfruttare il credito d’imposta per coprire significativamente i costi associati all’acquisto di terreni e all’ampliamento degli immobili, alleggerendo il carico finanziario legato all’espansione.

Un altro esempio è quello di un imprenditore che riattiva un impianto produttivo in Calabria e può attingere al credito d’imposta per ridurre l’impegno finanziario necessario per il progetto, rendendolo più sostenibile a lungo termine.

Questi esempi dimostrano come il credito d’imposta nella ZES unica possa essere un motore di crescita economica, fornendo un supporto finanziario diretto che incoraggia gli investimenti e catalizza lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno.

Cosa cambia rispetto al bonus Sud e alla ZES storica

Nonostante i benefici e le agevolazioni della ZES unica, ci sono alcune preoccupazioni. La centralizzazione delle responsabilità potrebbe generare problemi logistici e operativi.

Inoltre, l’incertezza nella ripartizione delle risorse potrebbe influire negativamente sugli investimenti nel Sud Italia. La semplificazione burocratica è un passo positivo, ma è essenziale affrontare e mitigare questi potenziali ostacoli per garantire il successo della ZES unica​​.

La ZES unica rappresenta una novità significativa rispetto al precedente Bonus Sud, con alcune differenze chiave:

  • modifica del credito d’imposta: il Bonus Sud, secondo l’articolo 1 c. 98-107 L. 208/2015, prevedeva un credito d’imposta per imprese che acquistavano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle regioni indicate, fino al 31 dicembre 2023. Il credito d’imposta era attribuito in percentuali diverse a seconda delle dimensioni dell’impresa, con un limite massimo per ciascun progetto variabile in funzione della dimensione dell’impresa​​;
  • estensione delle agevolazioni: la ZES unica, istituita con il DL 124/2023 e modificata dalla L. 162/2023, comprende i territori delle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. Questa estensione sostituisce le attuali Zone economiche speciali e offre un credito d’imposta per investimenti effettuati dall’1 gennaio 2024 al 15 novembre 2024​​;
  • inclusione di terreni e immobili: una differenza importante è che, rispetto al Bonus Sud, la ZES unica include anche investimenti in terreni e immobili. Questo ampliamento è particolarmente significativo per le imprese, in quanto spesso i terreni e gli immobili hanno un peso predominante nei progetti di investimento iniziale​​.

Queste modifiche introducono un quadro di incentivi più ampio e diversificato, mirando a stimolare maggiormente lo sviluppo economico nelle regioni del Mezzogiorno. Vediamo in particolare qual è la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne e come viene organizzata la ZES Unica, in 5 punti.

1. Cabina di regia per le aree interne

Per assicurare efficacia e sostenibilità della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, è stata istituita una Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quest’organo collegiale, presieduto dal Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, comprende vari ministri e rappresentanti regionali e locali. La Cabina di Regia coordina e promuove lo sviluppo delle aree interne attraverso l’approvazione di piani strategici e il monitoraggio degli interventi finanziati.

2. Funzioni e attività della cabina di regia

La cabina di regia esercita diverse funzioni cruciali, tra cui:

  • indirizzo e coordinamento per la promozione e lo sviluppo delle aree interne;
  • approvazione del Piano strategico nazionale e delle strategie territoriali specifiche per le aree interne;
  • monitoraggio dell’attuazione degli interventi finanziati e promozione del coordinamento tra diversi livelli di governo e soggetti pubblici e privati;
  • coordina attività per la corretta utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili.

3. Piano strategico nazionale delle aree interne (PSNAI)

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, la Cabina di Regia approva il PSNAI, che identifica gli ambiti di intervento e le priorità strategiche, particolarmente nei settori dell’istruzione, della mobilità e dei servizi socio-sanitari.

Il PSNAI è il Piano Strategico Nazionale delle Aree interne e considera le previsioni del PNRR e le risorse europee destinate alle politiche di coesione.

4. Organizzazione della ZES Unica

Per la ZES unica, è stata istituita una Cabina di Regia ZES presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Presieduta dal Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, questa struttura ha compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio.

Include rappresentanti ministeriali e regionali e si occupa di varie attività, tra cui l’approvazione del regolamento organizzativo e la partecipazione alle riunioni senza compensi o emolumenti.

5. Piano strategico della ZES Unica

Il Piano strategico della ZES unica, con durata triennale, definisce la politica di sviluppo della Zona e individua i settori da promuovere e rafforzare gli investimenti e interventi prioritari per lo sviluppo, oltre alle modalità di attuazione.

La Struttura di missione ZES prepara lo schema del Piano, garantendo la partecipazione delle regioni interessate. Il Piano viene poi approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Queste misure rappresentano un approccio integrato e multisettoriale per stimolare lo sviluppo delle aree interne e della ZES unica, con un’enfasi sulla collaborazione intergovernativa e l’efficace utilizzo delle risorse finanziarie.

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Riduzione della burocrazia e impatto nella ZES Unica

La ZES unica introduce un procedimento unico che sostituisce tutti i titoli abilitativi e autorizzatori necessari per l’avvio, l’insediamento e la gestione di attività economiche, industriali, produttive e logistiche.

Questo implica una significativa semplificazione burocratica, accelerando i processi e riducendo la complessità amministrativa. Inoltre, i progetti all’interno della ZES unica sono dichiarati di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti, enfatizzando l’importanza e la priorità di tali iniziative.

Viene promosso il coordinamento tra le diverse amministrazioni, sia locali che statali, per l’attuazione di procedure semplificate e regimi procedimentali speciali. La collaborazione interistituzionale mira a ottimizzare l’efficienza e la rapidità dei processi, garantendo l’efficace implementazione delle attività previste.

L’approccio della ZES unica, quindi, non si limita solo agli aspetti economici e finanziari, ma si estende alla semplificazione dei processi burocratici e alla facilitazione dell’interazione tra imprese e amministrazioni.

Questa strategia contribuisce a creare un ambiente più favorevole per le imprese, stimolando così lo sviluppo economico, sociale e infrastrutturale nelle regioni coinvolte. La ZES unica si pone come un modello innovativo di sviluppo, che integra semplificazione amministrativa e cooperazione istituzionale per realizzare un impatto sostanziale su molteplici livelli, oltre il semplice incentivo economico.

Prospettive future e criticità attuali

Le ZES italiane, nonostante le normative favorevoli, non hanno ancora suscitato grande interesse da parte degli investitori nazionali e internazionali. Mancano piani attuativi in alcune aree e persistono ostacoli normativi e burocratici che limitano il loro pieno sfruttamento.

Per una transizione rapida alla fase operativa, sarebbe cruciale avere norme più flessibili in materia di aiuti di Stato. Esistono ampi margini per rendere tali misure compatibili ed efficaci​​.

La ZES unica per il Mezzogiorno rappresenta un’opportunità significativa per stimolare lo sviluppo economico nelle regioni del Sud Italia. Con l’introduzione di incentivi come il credito d’imposta e la semplificazione delle procedure burocratiche, si punta a creare un ambiente più favorevole per gli investimenti.

Tuttavia, rimangono alcune sfide da affrontare, come la necessità di superare i problemi logistici e operativi e di attirare maggior interesse da parte degli investitori. È fondamentale che le autorità competenti lavorino per risolvere queste criticità e massimizzare il potenziale della ZES unica.

ZES Unica Sud 2024 – Domande frequenti

Cos’è la ZES Unica Sud?

La ZES Unica Sud è una Zona Economica Speciale che copre parte del territorio del Sud Italia, offrendo incentivi e agevolazioni per stimolare investimenti e sviluppo economico nella regione.

Quali sono i principali vantaggi di investire nella ZES Unica Sud?

I vantaggi includono agevolazioni fiscali, come crediti di imposta, l’accesso a un mercato ampio e diversificato e la possibilità di beneficiare di un ambiente più favorevole agli affari, grazie alla semplificazione dei processi burocratici.

Quali tipi di beni sono agevolabili nella ZES Unica Sud?

I beni agevolabili includono immobilizzazioni materiali come macchinari, attrezzature, terreni e immobili, che sono di uso durevole e contribuiscono alla produzione del reddito dell’impresa.

Qual è l’importo minimo di investimento per accedere alle agevolazioni della ZES Unica Sud?

L’investimento minimo richiesto è di 200.000 euro. Tuttavia, questo aspetto ha suscitato dibattiti, con alcune voci che suggeriscono che una soglia più bassa avrebbe potuto essere più inclusiva.

Le imprese possono cumulare il credito di imposta della ZES Unica Sud con altri aiuti di stato?

Sì, il credito di imposta è cumulabile con altri aiuti di stato e con misure in de minimis, aumentando così il sostegno finanziario complessivo disponibile per le imprese.

 

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