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Il cantautore statunitense Pete Seeger diceva che “Il primo passo per risolvere un problema è ammettere che c’è un problema da risolvere”.

Dichiarare che in Italia ci sono tanti problemi da risolvere può sembrare una frase fatta e qualunquista, ma è la dura verità.

Abbiamo già accennato al fatto che ci siano settori, come quello della sanità, in cui il nostro Paese non solo non ha investito, ma ha addirittura disinvestito.

Del settore sanitario, ovviamente, fa parte anche la salute mentale. Se – nel caso di quella fisica – gli Italiani sono arrivati persino a non effettuare più i controlli periodici e di routine, è ancora a quella mentale che vengono riservate sempre minori attenzioni.

Se la pandemia mondiale che abbiamo attraversato ha avuto qualche risvolto positivo, uno di questi è stato certamente l’introduzione del “Bonus Psicologo”. Istituito con il decreto Milleproroghe 2022 e reso strutturale a partire dal 2023, il “Bonus Psicologo” altro non è che un contributo erogato dallo Stato per sostenere le spese relative a delle sessioni di psicoterapia.

Forse non tutti sanno che, generalmente, una seduta di psicoterapia della durata media di un’ora ha un costo che va dai 70 agli 80 euro… con emissione di regolare fattura. Purtroppo, però, gli psicologi – così come quasi tutti i liberi professionisti in Italia – non riescono più, come una volta, a vivere dignitosamente del loro lavoro.

Ebbene sì: è proprio così. Uno psicoterapeuta è una persona che, dopo la laurea in Psicologia, ha investito altri quattro anni della sua vita per specializzarsi. E – dopo nove anni di Formazione, tasse universitarie ed esorbitanti rette annuali della Scuola di Psicoterapia – si vede costretta a lanciare al ribasso la sua offerta.

Quando, infatti, si ricorre privatamente a uno psicologo, il professionista contratta il suo compenso fino a dimezzarlo. Per farlo, è praticamente obbligato a lavorare in nero. E nessuno faccia finta di scandalizzarsi per questo.

Sappiamo tutti che “il Re è nudo”. Sappiamo che ciò che avviene nel mercato della libera professione italiana è esteso a tutti gli altri ordini professionali: architetti, avvocati, giornalisti, infermieri, ingegneri, medici… e chi più ne ha, più ne metta.

Così, se prima non si ricorreva allo psicologo perché non ce lo si poteva permettere, adesso non si fa perché 1) non tutti ammettono che c’è un problema da risolvere e 2) secondo i dati diffusi dall’Inps, all’avvio dell’ultima finestra temporale per presentare la richiesta del “Bonus Psicologo” (che va dal 18 marzo scorso al 31 maggio prossimo) sono state registrate 175mila domande… già in eccesso rispetto a quelle che potranno realmente essere accolte, in funzione dei fondi stanziati per finanziare la misura.

Nell’esercito di coloro che hanno presentato domanda, c’è una persona che ha accettato di parlare con noi… a patto di mantenere l’anonimato.

Non avrei mai fatto alcuna richiesta di Bonus Psicologo se non fossi arrivata in fondo al tunnel, senza ancora vedere la luce – ci ha detto – ma non è stato comunque facile effettuare la procedura. Le indicazioni scritte sul sito dell’Inps non sono sufficientemente chiare. A ogni modo, lunedì 29 aprile sono riuscita a presentare la domanda. Il giorno stesso ho verificato di avere ricevuto un numero di protocollo sul sito dell’Inps e, accedendo nuovamente al portale, il giorno successivo ho avuto la conferma che la mia pratica è in lavorazione”.

Quando le abbiamo chiesto cosa farà nel caso in cui la sua richiesta non venisse accolta, ci ha risposto: “Assolutamente nulla. È una spesa che non mi posso permettere di affrontare. Quindi, mi terrò il problema e andrò avanti”.

Capite? È come se qualcuno a cui è stata diagnosticata una malattia fisica decidesse deliberatamente di non curarsi perché i tempi di attesa della sanità pubblica sono biblici e i costi da sostenere della sanità privata non sono accessibili per tutti.

Così, se al momento è in discussione in Parlamento un disegno di legge per istituire la figura dello psicologo di base, in attesa che questo diventi realtà gli Italiani continueranno a fare ciò che da sempre gli riesce meglio… da Nord a Sud… si arrangeranno!

Barbara Giangravè
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