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La presentazione del Rapporto Cuneo 2024, curata dall’ufficio Studi e Statistica dell’ente camerale, anche quest’anno è stata inserita tra gli eventi di avvicinamento al Festival Internazionale dell’Economia, diretto da Tito Boeri, progettato e organizzato dagli editori Laterza in collaborazione con la Fondazione Collegio Carlo Alberto di Torino, che si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 30 maggio al 2 giugno e sarà incentrato sul tema del progresso tecnologico e della conoscenza. Il quadro della situazione economica 2023 è stato arricchito, come lo scorso anno, dalle informazioni della dashboard di Infocamere, che costituisce un elemento integrativo della Relazione Economica 2024. L’evento, svoltosi presso il salone d’onore dell’ente camerale, si è potuto seguire anche in modalità streaming ed è stato moderato da Massimo Mathis responsabile de La Stampa Cuneo. Dopo i saluti istituzionali il programma è proseguito con l’intervento di Pietro Garibaldi coordinatore del TOLC (Torino Local Committee) del Festival Internazionale dell’Economia di Torino-Piemonte.

 

“Siamo davvero lieti di avere nuovamente l’opportunità di portare sul territorio un’anteprima del Festival Internazionale dell’Economia – ha evidenziato Pietro Garibaldi di TOLC Torino – e in particolare di farlo a Cuneo: una provincia che affonda le sue radici nella tradizione, ma capace di aprirsi all’innovazione e attenta alle sfide del mondo globale, come quella della sostenibilità”.

 

Nel 2023, la Granda ha generato oltre 22.4 miliardi di euro di prodotto interno lordo (+7,7% rispetto all’anno precedente) producendo il 14,3% della ricchezza totale regionale e l’1,1% di quella nazionale. Come valore aggiunto pro capite Cuneo ha registrato un dato medio superiore a quello regionale con 34.264 euro posizionandosi, per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra le province piemontesi. In questo contesto nel 2023 il mercato del lavoro ha confermato la propria solidità con un aumento dei livelli occupazionali e una contrazione del numero dei disoccupati (-2,4%). Il tasso di occupazione provinciale si è attestato al 70,0%, con -0,3 rispetto al 2022, ma +0,6 rispetto al 2021 e +0,7 rispetto al 2019 (ultimo anno pre-pandemia), dato largamente superiore al 67,1% registrato dal Piemonte e quasi 10 punti in più rispetto al 61,5% che costituisce la media nazionale. Cuneo conferma di avere un mercato del lavoro sano, in grado di fronteggiare efficacemente le difficoltà degli ultimi anni.

 

Analizzando il tasso di disoccupazione (3,7%) appare evidente come la provincia di Cuneo mostri una situazione migliore rispetto alla media regionale (6,3%) e a quella nazionale (7,8%). In analogia con il livello nazionale anche nel Cuneese si riscontra un evidente scarto di genere: quello maschile si attesta al 3,3% e quello femminile al 4,2%. Il numero medio di occupati in provincia di Cuneo nel 2023 si è attestato a 261 mila, in diminuzione dello 0,6% rispetto alla media 2022. Il 56,5% è rappresentato dagli uomini, contro il 43,5% delle donne. Il 72,3% è costituito da lavoratori dipendenti, contro il 27,7% degli indipendenti.

 

“Nel 2023 l’economia mondiale ha continuato a espandersi a un ritmo moderato: il Pil ha segnato una crescita del 3,2%. In Italia lo sviluppo è stato dello 0,9%, superiore a quello dell’area euro (+0,4%). All’interno di questo contesto si inserisce il quadro socio-economico cuneese, caratterizzato da segnali per lo più positivi: il sistema produttivo locale ha dimostrato, infatti, una buona tenuta, soprattutto sui mercati esteri, arrivando a esportare merci per 10,7 miliardi di euro, il 4,3% in più rispetto al 2022” ha dichiarato Elena Porta, dell’ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte.

 

Secondo il Registro delle Imprese dell’Ente camerale, il tessuto imprenditoriale cuneese, al 31 dicembre 2023, rileva 65.123 sedi di impresa con un tasso di crescita del -0,10%, inferiore rispetto al dato regionale (+0,14%) e nazionale (+0,70%). Cuneo si conferma al secondo posto in Piemonte, dopo Torino, per consistenza, con una quota del 15,4% sul totale delle sedi d’impresa regionali. 

 

Tra le forme giuridiche aumentano le società di capitale (+3,34%); per il terzo anno consecutivo si rafforza il settore artigiano, che rappresenta oltre un quarto delle realtà aziendali della provincia, registrando un aumento del +0,76%. È in calo la componente femminile (-0,92%), mentre le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni crescono del 11,4%. Aumenta anche il numero delle imprese straniere (+10,2%) con un tasso di crescita più che doppio rispetto a quello regionale (+4,6%).

 

L’export ha registrato una crescita del 4,3% che ha portato il valore a sfiorare gli 11 miliardi di euro, con un aumento percentuale più ridotto rispetto a quanto fatto registrare a livello regionale (+7,3%) ma migliore rispetto alla stabilità del dato nazionale. Nell’area Ue-27 i mercati più importanti si confermano essere quello francese e tedesco, con una crescita del 2,1% e del 4,1%, mentre per il bacino extra Ue-27 i mercati di riferimento continuano a essere gli Stati Uniti, pur in calo dello 0,8%, e il Regno Unito in crescita del 6,4%. 

 

Il turismo ha proseguito il suo cammino virtuoso. Nel 2023 le presenze (2.003.367) sono aumentate del 7,8% e gli arrivi (858.958) del +7,7%. Per quanto riguarda gli arrivi il 93,9% dei turisti è di origine europea, mentre i viaggiatori italiani hanno rappresentato il 65,2% del totale, in aumento rispetto al 61,8% dell’anno precedente. L’ Atl Langhe Monferrato e Roero ha registrato una crescita annuale pari al 7,9%, mentre l’Atl del Cuneese ha avuto un incremento superiore al 9%.

 

I dati di fine 2023 riferiti all’indagine congiunturale, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di commercio, dipingono un quadro positivo. Nel quarto trimestre 2023 la produzione industriale cuneese ha segnato una forte crescita con +3,1% rispetto all’anno precedente, associata all’aumento del fatturato interno (+2,3%) e degli ordinativi interni (+3,2%) mentre hanno subito un rallentamento il fatturato estero (-0,6%) e gli ordinativi esteri (-1,9%). Il grado di utilizzo degli impianti si è attestato al 64,89%.

 

ll Vicepresidente Vicario della Camera di commercio di Cuneo ha affermato che i dati sono confortanti e ci restituiscono la fotografia di una provincia in salute che ancora una volta ha saputo reagire alle difficoltà interne ed esogene, grazie a una sorta di “strabismo analitico” che ci ha dato la capacità di guardare vicino e lontano nello stesso tempo affondando le radici nella tradizione ma aprendoci al globale, dedicando attenzione alle aree interne e alle micro e piccole imprese ma, contemporaneamente, manifestando grande propensione all’export e alla conquista dei mercati internazionali.

 

In uno scenario che evidenzia una moderata espansione, l’incontro è stato occasione per volgere lo sguardo al futuro prossimo, grazie all’analisi condotta da Livia Simongini, Senior Specialist Sit (Strategie industriali territoriali) della società di ricerca Prometeia che ha affermato: ”L’economia provinciale ha mostrato una buona resilienza agli shock che hanno caratterizzato il panorama internazionale negli ultimi anni. Il persistere di forti incertezze contribuisce a delineare per Cuneo una crescita moderata, non dissimile da quella prospettata a livello regionale. All’espansione dell’economia provinciale contribuirà soprattutto l’industria, supportata da uno sviluppo dell’export più intenso di quello previsto per il Piemonte e l’Italia. Il contributo dei servizi alla crescita del sistema locale, seppure significativo, sarà frenato dalla specializzazione relativamente minore nei comparti del terziario a più elevato valore aggiunto. Si prevede, invece, un ripiegamento per il settore delle costruzioni. Il progressivo esaurirsi delle agevolazioni fiscali per l’edilizia privata, infatti, non sarà compensato dall’aumento della componente pubblica degli investimenti legati all’attuazione del PNRR e tali dinamiche condizioneranno sia l’andamento del valore aggiunto provinciale che quello dell’occupazione”.

 

Nel corso della presentazione è stato altresì affrontato l’impatto dell’intelligenza artificiale, uno dei temi chiave del Festival Internazionale dell’Economia di Torino.

 

 



 

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